Storia delle frazioni, Marrucheti

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La storia di Marrucheti

Luoghi, poeti, e citazioni importanti



La frazione di Marrucheti ha attraversato, nei secoli, anche periodi particolarmente luminosi. Uno di questi è quello alto-medioevale quando la grande famiglia Aldobrandeschi aveva il possesso di tutte le terre della Maremma che da Campagnatico arrivavano fino al mare e delle principali saline del sud della Toscana.

Campagnatico era collegato con Grosseto attraverso una strada che, partendo dalla "Porta d'Istia", attraversava proprio la zona dei Marrucheti, toccava Istia e arrivava a Grosseto. L'importanza strategica della zona di marrucheti è testimoniata dalla presenza di molte chiese, conventi e castelli concessi dagli Aldobrandeschi ai propri fidati vassalli, al fine di controllare queste importanti vie di collegamento. Il campanile di una di queste chiese, costruito vicino alla zona denominata Castellaccia, è stato visibile sino alla fine dell'800 e i muri di cinta di un convento sempre vicino alla Castellaccia esistono tutt'ora.

L'esigenza della repubblica senese di avere uno sbocco al mare per i suoi commerci e usufruire delle risorse di legname, pascoli e sale, abbondanti in Maremma, la indussero alla conquista militare di queste terre. Lo spostamento dalla principale via d'accesso al mare ai mercati del sale da Campagnatico all'attuale zona di Batignano e le numerose guerre e guerriglie per la conquista del feudo aldobrandesco, causarono distruzione, miseria e grandi disagi per la popolazione locale. Proprio in seguito a questi fatti, si verificò lo spopolamento e la fuga dalle campagne con la conseguente trasformazione di quelli che prima erano campi fertili e coltivati, in boschi, macchie e "marrucaie", arbuti spinosi, particolarmente presenti nella zona di marrucheti da cui, ovviamente, ebbe origine il nome della località.

Quando finalmente Siena venne conquistata dalla Signoria di Firenze, le condizioni del territorio di Campagnatico furono migliorati sotto la spinta della bonifica. Dalle montagne del Casentino ed anche dall'Amiata emigrarono numerose famiglie, alle quali furono assegnati terreni da disboscare e furono concesse loro porzioni di terra bonificata, come ricompensa alla loro attività lavorativa. Con il tempo, il tenore di vita, seppur con sacrifici, cominciò a migliorare. Durante il periodo fascista, nel 1922, presso la "Casetta Manini", fu istituita una scuola elementare, un dopolavoro (luogo di ritrovo) con un telefono pubblico e una stanza adibita a cappella. In questa cappella si recò, nel 1933, Mons. Paolo Galeazzi, allora importante vescovo della nostra diocesi, il quale intuì l'esigenza di far costruire una vera e propria chiesa nel luogo più centrale della località, il "Campino", dove era nel frattempo stata spostata la scuola. La popolazione di Marrucheti, con instancabile sacrificio, mise a disposizione il necessario materiale per la costruzione della chiesa: terreno, pietre e manodopera. Finalmente, nel 1947, la chiesa divenne "Parrocchia di Marrucheti", dedicata a Maria SS. Ausiliatrice. Fu poi il sindaco Guido Tronconi, negli anni Sessanta, a nominare Marrucheti frazione di Campagnatico. Marrucheti ebbe poi una nuova scuola, il cimitero e la strada asfaltata. Tali servizi hanno permesso lo sviluppo della località e l'interessante attuale espansione residenziale.






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