
Siamo al tempo di Carlo Magno, la storia dei conti
Aldobrandeschi cominciò nell'ottavo secolo a
Lucca.
Grazie a donazioni e acquisizioni gli Aldobrandeschi
entrarono in possesso dei territori che i vescovi di Lucca
avevano nella lontana Maremma.
Le cessioni avevano come scopo l'affidamento dei territori
ad amministratori che, contrariamente a quanto faceva il
Duca Allone, li proteggesse dalle frequenti incursioni di
pirati e saccheggiatori. Proprio tra un documento di
acquisizione fra le 45 corti e castelli, datato '973,
compare all'improvviso, dal buio dei secoli,
Campagnatico.

Il massimo della potenza e dello splendore fu raggiunto
dalla famiglia con Guglielmo Aldobrandeschi. Ma cosa era
Campagnatico prima di questa data? Di cosa fosse all'inizio
del ottavo secolo ce ne parla il Card. Deusdedit che nel
1087 compilo una "Collectio Canonum" in cui vennero
elencate le località forse donate alla Chiesa di
Roma nel periodo del tardo impero.
I nomi elencati nella Collectio Canonum sono: Burrianum,
Piscaria, Flacianum, Tertio, Flexu, Castelione e appunto
Campaniaticum sono di chiara origine latina, dunque vanno
riferiti almeno alla fine del VII.
E' certo dunque che la cultura romana sfiorò queste
terre, infatti un'antica cisterna ed una villa ancora
circondata da pavimenti antichissimi stanno a testimoniare
questa presenza.
La 'Pieve Vecchia' (questo è il nome della
località della villa romana) risale probabilmente a
quando Roma cominciava ad espandersi in Italia verso
nord.
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