Gli Aldobrandeschi e Siena

Storia e Cultura



>>Ti trovi in : Home / Cultura / Storia / Gli Aldobrandeschi e Siena >>



Gli Aldobrandeschi e Siena

Luoghi, poeti, e citazioni importanti




veduta di campagnatico
Con Carlo Magno, i vescovi Lucchesi e gli abati Amiatini, più conti che religiosi e spesso eletti dall'imperatore e non dal Papa, acquisirono anche importanti incarichi amministrativi adoperandosi, oltretutto, per gli interessi della nobiltà. Questo insieme di intrecci tra nobiltà, clero ed impero permise ad una nobile famiglia Lucchese di emergere e attraverso una serie di permute Ildiprando II diventò padrone dei territori di tutta la Maremma. Sistemati gli affari a Lucca, Ildiprando II si trasferi tra l'862 e l'894 in Maremma col titolo di conte di Roselle. Dal nome Ildebrando, forma franca di Ildiprando, derivò il cognome Ildibrandeschi (e quindi Aldobrandeschi).

Aldobrandeschi, ecco dunque il nome a cui Campagnatico ha legato la propria storia e lo stesso ci permette di riallacciarsi a quanto enunciato in apertura. Stabiliti definitivamente nella residenza di Sovana riuscirono ad acquisire la completa e consolidata signoria sui territori maremmani. Con il consolidamento del potere degli Aldobrandeschi, Campagnatico fu dotata di nuove strutture difensive fornendo sicurezza agli agricoltori, agli artigiani ed ai mercanti che, percorrendo la Via Grossetana, si dirigevano alle saline del litorale tirrenico e ad Istia, dove vi era, fin dal 1032, un fiorente mercato.

campagnatico
A partire dalla metà del dodicesimo secolo, la giovane repubblica di Siena, favorendo patti d'amicizia e di collaborazione con i boni homines delle diverse comunità maremmane e sostenendo le istanze di libertà e d'autonomia delle comunità locali, cominciarono ad insidiare i territori della contea aldobrandesca.

Con la morte del conte di Sovana Ildebrandino Maria iniziarono a verificarsi asprissime controversie ereditarie tanto che il grande contado aldobrandesco fu diviso in quattro parti fino a che Guglielmo riusci a prendere il sopravvento e la guida della contea. Dominando per trenta anni la scena politico-amministrativa della Maremma si oppose fieramente alla tracotanza della Repubblica di Siena.

veduta di campagnatico
Dopo la sua morte, avvenuta nel 1254, e con Siena sempre più vicina al suo disegno d'avvicinamento alla costa maremmana, una nuova divisione, causata da divergenze politiche sorte tra figli (Ildebrandino di Bonifazio schierato con l'imperatore e alleato con Siena da una parte e Umberto e Ildebrandino il Rosso schierati invece dalla parte del papa e acerrimi nemici dei Senesi) portò all'indebolimento irreversibile della contea. Il conflitto tra Umberto e la Repubblica Senese divenne davvero aspro. Nel 1256 il conte Umberto, in prossimità del castello di Montorsaio catturò due ambasciatori senesi diretti a Grosseto.

veduta di campagnatico
Fu il pretesto che la Repubblica aspettava da tempo. Nel febbraio 1259 fu segnalata nel castello di Campagnatico la presenza di Umberto Aldobrandeschi dove una volta individuato fu ucciso dai Senesi. Secondo Dante, che immaginò di incontrare Umberto tra i superbi (undicesimo canto del Purgatorio), la superbia di non accettare le insistenti offerte della potente Siena determinò la sua fine. Due e discordanti sono le versioni di quell'ignobile uccisione. Una parla dell'uccisione a seguito di una sanguinosa battaglia, l'altra narra che Umberto fu soffocato nel letto da tre congiurati.

Questa mancanza di chiarezza appare deliberatamente provocata dai governanti della Repubblica Senese al fine di occultare i meschini accordi con i sicari peraltro banditi dalla Repubblica.




[torna in alto]





Copyright © 2006, tutti i diritti sono riservati P.I.: 0026110530
Comune di Campagnatico, 58042 Campagnatico (GR) - Piazza G.Garibaldi, 13 Centralino: +39 0564 996711
suggerimenti e consigli su questo sito: info@infotechgr.it

  • Valid XHTML 1.0!
  • Valid CSS!
  • wcag validator

Sito realizzato da Infotech di Farini Andrea