Citazioni, Dante Alighieri e riepilogo Storico

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Citazioni.. Dante alighieri, riepilogo storico

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comune di campagnatico
'La corte e assai spaziosa tanto per larghezza che per longhezza, parte d'essa e in collina, e ripiena di copiose coltivazioni d'olivi dalla parte verso il fiume Ombrone, dell'altra anch'essa in collina, serve per pascolo di bestiami, e la pianura s'estende verso Ischia per miglia cinque'.

Nei numerosi manoscritti del diciottesimo secolo di cui siamo in possesso, la Corte di Campagnatico ci viene presentata così, un rigoglioso pezzo di terra della campagna maremmana, colmo di olivi e particolarmente fertile. Le prime tracce dell'esistenza di Campagnatico sono antichissime: il suo comune e, infatti, limitrofo a Roselle, una delle località più tangibilmente toccate dalla civiltà etrusca. E' altrettanto certo che la cultura dell'antica Roma sfiorò queste terre: non lontano dal centro medievale, infatti, un'antica cisterna ed una villa ancora circondata da pavimenti antichissimi e chiaramente romani, impreziosisce la già splendida macchia mediterranea.

La Pieve Vecchia (questo è il nome della località della villa romana) risale probabilmente a quando la giovane Roma cominciava ad espandersi in Italia verso nord; quando ebbe spazzato via gli etruschi dalla Toscana, regalo, come era tradizione, ai soldati che avevano partecipato all'impresa un piccolo appezzamento di terreno. Il soldato che si stabilì in quella zona si dedico, probabilmente, alla coloritura della lana, come e chiaro dalla cisterna e dalle 'vasche' che circondano il giardino.

campagnatico
Ed e probabilmente da questo soldato-contadino-commerciante che deriva il nome 'Campagnatico': da CAMPUS AGNATICUS, vale a dire campo da dare in eredità al maschio primogenito dell'antico colono. La storia di questo piccolo comune non è sicuramente di quelle banali: dopo la decadenza dell'impero Romano, Campagnatico è legato al destino della famiglia Aldobrandeschi e diventerà il simbolo della lotta per l'indipendenza dal ben più noto e potente comune di Siena. Ma andiamo con ordine.

La prima vera certezza storica che abbiamo e che, nel 973, Castello e Corte di Campagnatico fecero parte di una compravendita tra Lamberto, figlio di Ildebrando Aldobrandeschi, e Rotprando Presbitero. Da quel momento fino alla metà del duecento, Campagnatico fu in mano all'Abbazia di San Salvatore sul Monte Amiata. Le voglie espansionistiche di Siena sulle terre di Campagnatico cominciarono a farsi sempre più evidenti proprio in quegli anni, quando nel 1257 Ugolino Visconti prese possesso del castello: i senesi gli lasciarono il possedimento, ma insediarono guardie e ufficiali del loro esercito nella Corte.

Alla morte di Messer Ugolino, un altro Aldobrandeschi incrociò la storia di Campagnatico, il conte Umberto, figlio di Guglielmo del ramo dei Soana. Umberto, feroce nemico dei senesi, fu ucciso in Campagnatico nel 1259 da un commando dell'esercito di Siena e l'episodio è ricordato, con grande orgoglio dei Campagnatichesi, nell'undicesimo canto del Purgatorio di Dante:

...
io fui latino e nato d'un gran Tosco:
Guglielmo Aldobrandeschi fu mio padre;
non so se 'l nome suo gia mai fu vosco.
L'antico sangue e l'opere leggiadre
d'i miei maggior mi fer si arrogante
che, non pensando a la comune madre
ogn'uomo ebbi in despetto tanto avante
ch'io ne mori, come i Sanesi sanno,
e sallo in Campagnatico ogni fante
Io sono Omberto
;...

veduta di campagnatico
Umberto, nell'interpretazione di Dante, pecco di superbia quando non volle cedere ai senesi la maggior parte dei territori campagnatichesi. Nel 1282 il Comune di Siena acquistò le Terre di Campagnatico e cominciò ad esercitare effettivamente il potere politico, amministrativo e giuridico su di esse.

Nel 1299 Campagnatico era totalmente parte dei possedimenti senesi. I senesi tennero particolarmente alla loro conquista: i terreni davano parecchi frutti e riuscivano a coprire la spesa. Nel 1313 il passaggio di Arrigo settimo, nemico di Siena: egli passo molto tempo in Maremma e conquisto Pari, Montautolo, Civitella, il Sasso, Paganico e Campagnatico. Nel 1316 Siena, per far fronte ai debiti, fu costretta a cedere le terre di Campagnatico allo Spedale della Scala, ma cio che caratterizzo quel periodo furono le scorrerie della compagnia dei predoni inglesi del Cappelletto, comandata da Giovanni Howlhood. La peste che colpì la Maremma nel 1318 flagellò la popolazione di Campagnatico e per quasi un secolo si persero notizie certe.

veduta di campagnatico
Fino a quando alcuni addetti senesi, nel 1424, cominciarono un'opera di trasformazione del territorio che la peste aveva reso improduttivo: la bonifica delle terre rese parecchio sia a Siena che allo stesso Campagnatico, tanto che gli amministratori senesi decisero di ottenere dall'intera zona una rendita fiscale, circondando la zona medesima con una sorta di dogana che avrebbe tassato chiunque avesse voluto portarsi nei terreni maremmani. Agli inizi del 1500, Siena si rese conto del pericolo che stava correndo per la discesa dei francesi, per Firenze in espansione e per la Spagna. Trascurò quindi i suoi domini e si dedicò a fortificarsi, ma la potenza di Cosimo de' Medici conquisto la Maremma e diede inizio ad un periodo particolarmente funesto.

La dinastia Medicea mandò in decadimento tutta la zona: boschi e paludi occupavano lo spazio una volta fertile, la malaria mieteva sempre piu vittime. Fu necessario attendere che si estinguesse la Casa Medicea e che la dinastia Lorenese prendesse le redini del territorio paludoso nel 1737: Pietro Leopoldo I, sovrano 'illuminato', formò una provincia autonoma per la Maremma, la provincia di Grosseto, iniziò i lavori idraulici per il risanamento delle campagne e rese agli abitanti di Campagnatico la maggior parte dei terreni circostanti, riuscendo, con grandi sforzi, a migliorare la produttività delle terre. L'opera fu proseguita da Leopoldo secondo (1848-1849), che riordinò l'assetto giuridico-amministrativo avvicinandolo a quello attuale.




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