Arte nel Comune di Campagnatico
Monumenti storici del
Comune

Campagnatico si raggiunge per mezzo di una deviazione che
si stacca dalla Siena-Grosseto (strada provinciale numero
18).
Campagnatico appartiene ai conti Aldobrandeschi dall'anno
973 fino alla metà circa del tredicesimo secolo,
quando la Repubblica di Siena avviò il processo di
assoggettamento di questo castello insediandovi nel 1249 un
ufficiale cittadino ed una guardia della torre. Allo stesso
periodo risale l'assassinio di Umberto Aldobrandeschi,
riferito da dante nel canto undicesimo del Purgatorio
(versetti 52-72).
All'autorità senese si contrappone il dominio dei
Tolomei e dei Visconti di Campiglia. A Deo Tolomei venne
assegnato nel 1274 il possesso del Comune di Siena per 20
mila lire dalla vedova di Deo. Tra il 1296 e il 1299
vennero acquistati da Siena anche i rimanenti 8/30 del
castello rimasti ai Visconti. Nel 1317, Siena cedette il
dominio di Campagnatico all'Ospedale di Santa Maria della
Scala a garanzia di un prestito riscattato poi nel
1339. Nel 1363, il castello fu danneggiato dalla
compagnia di ventura del Cappelletto.

All'inizio dell'abitato, in via del Convento è la
chiesa della misericordia già Pieve di Santa Maria
delle Grazie con convento annesso. L'edificio, attuale
chiuso, si trova in accentuato stato di degrado. Già
nell'anno mille esisteva sul luogo una cella, una cappella
a servizio di una comunità monastica; essa fu
inglobata nella zona abissale dell'edificio attuale durante
la trasformazione avvenuta alla fine del XVI secolo, che
consiste nella realizzazione di un edificio, più
ampio, a croce latina.
Verso la fine del diciottesimo secolo, la chiesa, che era
in stato di degrado, venne restaurata da G. Monti da
Campagnatico, con la sostituzione del tetto a capriate, la
costruzione di un arco di sostegno, l'apertura delle
finestre rettangolari sulla facciata e l'esecuzione delle
decorazioni a stucco all'interno. Nel 1806, fu aperto il
portale laterale d'ingresso e l'anno successivo fu
realizzato l'altare maggiore da Pietro Cremoni. Suoi sono
anche l'organo, il pulpito e il coro di gusto
neoclassico.

Ulteriori interventi di restauro furono eseguiti all'inizio
del novecento con il consolidamento delle murature esterne
mediante tiranti. L'edificio a pianta a croce latina
presenta un'unica navata coperta a capannina con travi di
legno, presbiterio rialzato e abside fiancheggiata da
cappelle coperte con volte in mattoni. Entrando a destra si
nota un'acquasantiera a fusto di manifattura toscana data
1578, che reca lo stemma del comune di Campagnatico.
Nell'altare a destra è visibile un'annunciazione con
l'Eterno Padre fra Santa Agnese e San Bartolomeo; l'opera
è riferibile a Domenico Monti, pittore senese del
primo ottocento (1826).
Nell'altare a sinistra è visibile invece un dipinto
raffigurante la Madonna col Bambino fra i Santi Agostino,
Caterina da Siena e Francesco, di scuola senese della prima
metà del diciassettesimo secolo. Nell'abside si
trovano le impronte del ciclo pittorico di Cristoforo di
Bondoccio e Meo di Pero, restauro e provvisoriamente
collocato nella chiesa di San Giovanni Battista. Addossato
sul lato sinistro della chiesa era il convento ora in stato
di abbandono. Si tratta di un edificio a pianta articolata
quadrangolare in pietra con alcuni risarcimenti in mattoni
caratterizzato da un muro a scarpa e da un portale
d'accesso ad arco a tutto sesto in conci di
pietra
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