Area Archeologica di Srano e Sovana
Il regno del tufo e gli
Etruschi
Sorano
Il terreno su cui sono scavate le tombe e il banco di tufo
giallastro che costituisce il grande pianoro della Maremma
interna, esso è generalmente ricoperto di terriccio
e da vegetali. Questo non è uniforme e compatto ,
nel suo spessore, ma è apparso formato da spessi
strati di diverse sedimentazioni scarsamente coerenti tra
loro, per cui nelle tombe è facile e frequente il
franamento.
Le tombe sono costituite da una cameretta quadrangolare di
dimensioni variabili dai 10 ai 16 metri quadri., alta per
lo più 22.5 metri al massimo, con due banchine per
la deposizione del cadavere e del corredo funebre. A questa
cameretta si accede per un breve dromos a trincea con le
pareti tagliate leggermente a scarpata che conduce ad una
parte bassa, superiormente tagliata rozzamente ad arco,
rinchiuso con un muretto di blocchi irregolari di tufo.
Sono generalmente prive di elementi architettonici. Solo in
un caso (tomba 17) il soffitto imita una copertura a doppio
spiovente con trave centrale.
Tutto questo complesso di tombe venne certamente frugato in
antico e parte dei loro corredi trafugati; tuttavia vi
vennero lasciati sufficienti documenti per stabilire il
tipo di corredi e la datazione della necropoli. Dal
Rinascimento in poi invece le tombe vennero spoliate di
tutti gli aggetti di un qualche valore artistico e venduti
ai ricchi nobili. Nel 1939 venne emanata una legge che
vietava la dispersione del patrimonio archeologico
nazionale.
Da questo momento nasce la figura del "tombarolo". Le tombe
etrusche di Sorano essendo state violate ed espiliate in
epoca antica, quando si cercavano oggetti in metallo
pregiato, contenevano quasi tutte la numerosa suppellettile
ceramica, oltre a qualche oggetto in bronzo e ferro.
L'esame dei modesti corredi mostra l'omogeneità e
relativa contemporaneità di tutto il gruppo di tombe
esplorate, che puo quindi riferirsi ad un periodo di tempo
compreso tra la fine del settimo e la fine del quinto
secolo avanti cristo.
Sovana
Uscendo da Sovana per porta la Rocca svolteremo subito a
destra seguendo l'indicazione per la Necropoli del Folonia.
Proseguiremo da questo punto a piedi verso il torrente, il
sentiero incontrato ci porterà ad una serie di tombe
a dado terzo e secondo secolo avanti cristo. Il nostro
cammino prosegue ritornando sulla strada asfaltata ed
imboccando una strada bianca di fronte a quella che scende
al Follonia.
Adesso ci stiamo dirigendo alla necropoli di Monte Rosello
e risalendo il sentiero inizieremo a scorgere una serie di
tombe a camera, tombe ad edicola ed in fine alcune tombe a
dado. Torniamo indietro costeggiando Sovana in direzione
San Martino sul Fiora-Saturnia, si attraversa un tunnel e
si seguono le indicazioni per la tomba della Sirena; a
sinistra c'e un parcheggio con l'imbocco sul sentiero. La
tomba della Sirena fa parte della necropoli di Sopraripa
insieme a tombe di terzo, secondo secolo e anche tombe a
camera di età arcaica.
Continuando la nostra passeggiata raggiungiamo la necropoli
di San Sebastiano, qui potremo attraversare due vie cave
che tagliano alcune tombe a camera di età arcaica
per giungere in fine ad un oratorio rupestre a due
ambienti. Per il nostro prossimo spostamento ci
occorrerà la macchina , con la quale supereremo il
ponte sul fosso Picciolana per poi svoltare sulla prima
strada bianca a destra dove troveremo un parcheggio.
Dopo questo piccolo spostamento in macchina affronteremo
con rinnovato entusiasmo il sentiero sulla sinistra che ci
separa dalla Tomba di Ildebrando di Sovana nella necropoli
di Poggio Felceto, sicuramente da non perdere .
Instancabilmente torniamo indietro sul sentiero principale
per imboccare un sentiero a destra che ci porterà
alla tomba di Tifone.
Se non siete ancora esausti potremo proseguire tornando
sulla strada asfaltata per trovare dopo 500 metri uno
stradello sulla destra che ci condurrà alla tomba di
Pola: ultima tomba templio che in origine aveva 8 colonne
in facciata.
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