Area archeologica di Pitigliano

Etruschi e Storia





Area Archeologica di Pitigliano

Gli Etruschi e il tufo



La necropoli di Poggio Buco si trova a circa 8 chilometri da Pitigliano in direzione di Manciano. La sua posizione la rendeva inespugnabile, da tre lati naturalmente difesa dalla rupe tufacea, il restante lato accessibile era protetto da un fossato.

E' composta da una notevole varietà di tombe. Le più antiche (settimo, sesto secolo avanti cristo) sono quelle a fossa (vano rettangolare scavato nel tufo e ricoperto da lastroni). Le più recenti (quinto, quarto secolo avanti cristo) sono quelle a camera con soffitto a cassettoni oppure a capanna con le travature simulate. Se volessimo cercare in una parola un simbolo che rappresentasse il territorio di Sorano e Pitigliano la troveremo nel tufo, elemento che da sempre ha caratterizzato la zona.

Al tufo è legata la storia di questa parte della Maremma: nel tufo hanno scavato le loro abitazioni le popolazioni preistoriche (abitazioni ipogee), gli etruschi vi collocarono le loro necropoli e le vie di comunicazione (vie cave), i coloni romani sfruttarono le particolarita di questa roccia facilmente lavorabile collocandovi i colombari, le pestarole, gli ziri, le fornaci ecc.

Fin dai tempi remoti i primi insediamenti approfittarono della naturale conformazione del territorio; la lenta ma inesorabile erosione dei corsi d'acqua aveva disciolto il tufo e creato un ambiente aspro ed inospitale che garantiva con pochi accorgimenti (fortificazioni) la totale inattaccabilita di questi villaggi. Gia nel nucleo originario dei borghi piu importanti i primi abitanti avevano intuito le qualita di queste rocce vulcaniche.

Laddove poi l'edificio richiedesse ampliamenti potevano comodamente scegliere se accrescerlo in altezza oppure scavare le fondamenta ottenendo cosi nuovi ambienti adatti ad ospitare cantine, ripostigli, ma anche perfetti vani ad uso abitativo che mantenevano costante la temperatura durante tutto il corso dell'anno.

Le zone circostanti poi risultavano molto fertili ed adatte alle colture dei vitigni ed uliveti, infatti le ceneri vulcaniche riescono adattabilissime alla vegetazione dopo essere state disgregate e convertite in una terra fertile dagli agenti atmosferici.





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